Pubblichiamo il comunicato stampa in solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici del Teatro La Fenice

L’associazione Mi Riconosci, che da dieci anni denuncia le condizioni di lavoro e la cattiva gestione degli istituti culturali in Italia, esprime piena solidarietà alla lotta dei lavoratori e delle lavoratrici del Teatro La Fenice.

“Ciò che sta succedendo a Venezia è frutto di politiche che sempre di più puntano ad utilizzare i luoghi della cultura come pedine di scambio e rafforzamento del potere governativo. Tutto questo si verifica a scapito della qualità dei servizi culturali offerti alla cittadinanza, per i quali sembra non conti più avere delle competenze e anni di studi alle spalle, ma solo la vicinanza al partito giusto nel momento giusto” dichiara Cristina Chiesura, attivista di Mi Riconosci.

Nelle Fondazioni lirico-sinfoniche i sovrintendenti, così come i direttori o le direttrici d’orchestra, non devono superare nessun concorso o selezione. Le nomine sono discrezionali, frutto di norma di accordi tra le varie istituzioni (ministero, comune, regione) e quindi dei rapporti di forza tra le stesse, come hanno candidamente ammesso il sindaco Brugnaro e il sovrintendente Colabianchi nel caso di Venezi, suggerita dal Governo. E in ballo c’è una riforma dei teatri lirici che punta a rendere più facile per Roma scegliersi da sola i dirigenti.

Il settore dei beni culturali non è esente da queste dinamiche. “Nel nostro caso la strada è stata spianata da Franceschini. La riforma dell’ex ministro diede vita ai cosiddetti istituti autonomi -grandi musei, biblioteche nazionali, altri istituti di interesse culturale- i cui dirigenti dal 2016 sono scelti da una commissione politicamente fedele al ministro, attraverso un concorso dalla dubbia trasparenza, per titoli e breve colloquio. Con questa procedura sono state nominate anche persone senza alcuna esperienza nel settore e anzi, spesso molto meno qualificate e competenti dei propri sottoposti, plurititolati e sottopagati” spiegano le attiviste.

“Capiamo la frustrazione e la rabbia degli orchestrali e del coro della Fenice, che vedono cadere nel vuoto anni di lavoro. Ammiriamo la loro capacità di organizzazione e tenacia, i loro scioperi, volantinaggi e comunicati. Hanno il nostro appoggio, oltre quello di gran parte della cittadinanza e del loro pubblico” chiudono le attiviste.

L’associazione Mi Riconosci si schiera con orchestrali, coro e maestranze del Teatro veneziano per denunciare con forza l’ingerenza dei partiti politici nelle politiche culturali, cittadine e nazionali.


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