Il comunicato stampa di Mi Riconosci?  sull’esposizione all’aeroporto di Fiumicino di un’opera fragilissima di Giotto, le tre vetrate originali della Basilica di Santa Croce a Firenze.

Dal 12 febbraio, in occasione dei 50 anni di Aeroporti di Roma, al Terminal 1 dell’Aeroporto di Fiumicino è esposta una fragilissima opera di Giotto, che nulla ha a che fare con Roma. Si tratta di tre vetrate originali della Basilica di Santa Croce a Firenze, raffiguranti un personaggio dell’Antico Testamento e due santi diaconi. Ne dà notizia la società Aeroporti di Roma, che contestualmente lanciava il nuovo logo, mentre nessuna informazione è disponibile sul sito del Ministero degli Interni, promotore dell’iniziativa.

“Dopo l’esposizione del Salvator mundi attribuito a Gian Lorenzo Bernini, in mostra nello stesso terminal dal 12 aprile al 31 agosto 2023, un altro gigante della storia dell’arte cade vittima della mercificazione e della volontà di promuovere le glorie italiche a tutti i costi, senza progetti scientifici e culturali” dichiara Alice Chiostrini, storica dell’arte e attivista dell’associazione Mi Riconosci “Non solo si decide di umiliare Giotto esponendolo in aeroporto, ma lo si fa scegliendo opere fragilissime e rare, come le vetrate di Santa Croce, che richiedono oltretutto particolari condizioni espositive, essendo concepite per filtrare la luce, condizioni non presenti nel terminal”.

Il prestito è possibile grazie al FEC (Fondo Edifici di Culto), ente quasi mitico nelle istituzioni pubbliche italiane. Istituito formalmente nel 1985 ma di fatto nato in epoca risorgimentale, figlio delle contese tra Stato e Chiesa all’indomani dell’unità d’Italia, il Fec amministra circa 840 tra i maggiori monumenti storico-artistici d’Italia ed è gestito direttamente dal Ministero degli Interni. Tra queste ci sono basiliche celeberrime come Santa Maria in Aracoeli e Santa Maria del Popolo a Roma, Santa Chiara a Napoli, Santa Maria Novella e, appunto, la basilica di Santa Croce, a Firenze.

L’iniziativa – condivisa dai vertici del Fec, il cui cda è presieduto da Eike Schmidt, ex direttore degli Uffizi oggi a Capodimonte nasconde la convinzione che mostrare un’opera d’arte sia di per sé sufficiente ma per l’associazione non c’è niente di più falso: “è un’operazione dannosa che non educa e non promuove il patrimonio, anzi lo umilia, riducendolo una storia su Instagram, alla stregua di cibo o gattini prosegue Chiostrini. Ma del resto, è proprio questa la direzione che interessa al Ministero dell’Interno, che per celebrare il “successo” del Bernini in aeroporto, dichiarava che la sua “bellezza” è stata vista da circa 6 milioni di viaggiatori, registrando “numeri altissimi di diffusione virale sul web e sui social”.

Le attiviste di Mi Riconosci deprecano questa iniziativa, chiedendo al Ministero e al Fec, col suo presidente Eike Schmidt, di smettere di umiliare il patrimonio artistico e culturale della nazione, come recita la Costituzione, e chiedono al ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e alla premier Giorgia Meloni di intervenire contro la dannosa e imbarazzante iniziativa.


0 Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *