bologna stop lavoro gratuito

Dopo la mobilitazione nazionale convocata per il 27 maggio dal movimento Mi Riconosci? Sono un professionista dei Beni Culturali, gli attivisti hanno incontrato l’Assessore Matteo Lepore per discutere di come evitare abusi e lavoro gratuito in città nel settore culturale

Dopo la consegna di una lettera all’Assessore Matteo Lepore, in cui hanno ribadito che “Senza cultura, non c’è nessun Futuro”, e la mobilitazione del 27 maggio, gli attivisti di Mi Riconosci? Sono un professionista dei Beni Culturali di Bologna ieri 4 maggio 2020 sono stati convocati in Comune per discutere delle criticità presentate nella lettera.

“Quello dei Beni Culturali è stato uno dei settori più colpiti dall’attuale crisi economica. Crediamo che sia importante mantenere alta l’attenzione su questo tema e che la città di Bologna possa fare molto per dare un segnale per cambiare le cose” hanno spiegato all’assessore “Per questo abbiamo proposto come primo passo una Carta che possa ribadire una volta per tutte il no all’abuso del volontariato che sfocia in lavoro gratuito nel settore culturale”.

Il lavoro gratuito non può e non deve essere l’unica alternativa alla mancanza di risorse, è necessario trovare soluzioni immediate ad un problema che ormai da troppo tempo soffoca il settore e che nell’emergenza, con l’estate alle porte, rischia di esplodere. 

“Abbiamo riscontrato da parte dell’amministrazione la volontà di proseguire il percorso di sperimentazione di nuove forme di tutela del lavoro già iniziato con la Carta dei rider” spiegano gli attivisti bolognesi di Mi Riconosci e RitmoLento.

L’obiettivo immediato, dunque, è quello di costruire una Carta dei diritti dei lavoratori del settore culturale che possa da un lato arginare la deriva del lavoro gratuito, dall’altro costruire i presupposti necessari a dare dignità a un settore umiliato da decenni di politiche sbagliate. Il particolare momento storico che stiamo vivendo, con una crisi che ha già fatto sentire i suoi denti, ma anche una forte spinta della cittadinanza bolognese a prendersi cura della propria comunità, impone di agire con urgenza per mettere fine alla piaga del lavoro gratuito. In questo senso abbiamo registrato la disponibilità dell’assessore alla cultura Matteo Lepore ad avviare sin da subito un percorso partecipativo che coinvolga l’ampio mondo dei lavoratori culturali e le realtà associative attive in città.

Pur consci delle criticità da risolvere lungo il cammino, e dei tanti problemi che a Bologna come in tutta Italia colpiscono il settore culturale, l’apertura di questo tavolo appare una strada tutta da percorrere, in grado di dare forza anche alle istanze della mobilitazione nazionale “Senza Cultura, Nessun Futuro”.

Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali- sezione di Bologna

Opera – Infopoint per il lavoro

RitmoLento


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