Ricordate “Aperti per Voi”, l’iniziativa del Touring Club Italiano con la quale, dal 2005, grazie alla collaborazione dei soci volontari, garantisce ogni giorno l’apertura di luoghi d’arte e di cultura come musei, aree archeologiche, palazzi storici e chiese? Sul sito del Touring Club Italiano si legge: “l’intento è quello di promuovere e diffondere la conoscenza dei beni culturali consentendo la visita di luoghi solitamente chiusi al pubblico”, ma scorrendo l’elenco degli 85 luoghi culturali, pubblici e non, compaiono musei, palazzi e chiese ben conosciuti e da sempre aperti e visitabili come il Palazzo del Quirinale e il MArTA – Museo Archeologico Nazionale di Taranto.  

I Volontari Touring per il Patrimonio Culturale, come vengono chiamati in queste specifiche sedi, si dedicano all’accoglienza dei visitatori fornendo loro informazioni o anche accompagnandoli in visite guidate. Alcuni di questi luoghi prevedono un biglietto d’ingresso. Nel caso del Palazzo del Quirinale, ad esempio, a seconda del percorso scelto la visita può costare anche 10 euro. 

In pochi però sanno che molti degli accordi tra le Istituzioni pubbliche e il TCI prevedono una convenzione onerosa, ovvero la stipula dell’accordo previo pagamento all’associazione. Immaginiamo lo sappiano in pochi anche tra i soci del TCI, dato che quei soldi non arrivano ai volontari.

Ne abbiamo parlato con Roberto Cena, socio Touring dal 1973 e volontario del progetto Aperti per Voi al Palazzo del Quirinale dal 2015. Venuto a conoscenza dell’esistenza di convenzioni che prevedono un contributo economico al TCI ha sospeso la propria attività di volontario e richiesto chiarimenti ai vertici nazionali. Non avendo potuto ottenere in oltre un anno alcun chiarimento soddisfacente e trasparente, ha deciso di informare l’opinione pubblica e tutti i soci del Touring Club Italiano:

“Mi sono chiesto se le attività di Aperti per Voi siano davvero configurabili come attività di volontariato o se invece si tratta di attività intesa come forma flessibile di collaborazione (la cui parte economica va al TCI e non coinvolge i volontari) in sostituzione di lavoro qualificato. In un incontro a cui sono stato convocato dai vertici nazionali del TCI, esattamente un anno dopo la mia richiesta iniziale di chiarimento/trasparenza, oltre a comunicarmi che è stato ritenuto “ostile” il mio (legittimo, da socio) desiderio di trasparenza e di diffusione, mi è stata confermata l’esistenza di decine di convenzioni onerose su tutto il territorio nazionale, compresa quella stipulata con il Quirinale: mi è stato ribadito che il TCI ritiene compatibili tali convenzioni onerose con l’attività di volontariato, ed è stato sottolineato che non ritiene opportuno diffondere a tutti i volontari le convenzioni in essere, il loro contenuto ed i loro termini economici”.

Si tratta di centinaia di migliaia di euro che entrano ogni anno nella casse del TCI. Ciò non è illegale, ma rappresenta una evidente stranezza per una realtà come il Touring Club Italiano, che si annoda con i rapporti mai chiariti con CoopCulture, che guadagna sulla prevendita dei biglietti del Quirinale, e sull’enorme quantità di affidamenti diretti che il Touring riesce ad ottenere dalle Istituzioni statali: se questi affidamenti sono previa stipula di accordo oneroso, assumono contorni diversi da quelli prospettati.

Dopo la segnalazione da parte di Roberto Cena, abbiamo potuto appurare che i bilanci del TCI non sono pubblici sul loro sito web, ma disponibili per un breve lasso di tempo precedente l’Assemblea e la relativa votazione per l’approvazione degli stessi solo ai soci registrati al sito. Per questo non abbiamo potuto pubblicare in questo articolo i testi di queste convenzioni onerose né stabilirne il numero e l’importo esatto. Chiediamo dunque al Touring di pubblicare online tutti i bilanci e spiegare, ai suoi soci e alla cittadinanza, il funzionamento e il perché di queste convenzioni. Chiediamo, inoltre, ai responsabili del Quirinale e degli Istituti interessati di fare chiarezza riguardo l’esistenza di tali convenzioni onerose. Con particolare attenzione per la Presidenza della Repubblica: ritiene opportuno ed etico sfruttare e a utilizzare inappropriatamente, attraverso convenzioni, una formula di attività che incentiva il lavoro gratuito e preclude l’ingresso a guide turistiche con patentino e professionisti specializzati?

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