A Tivoli un comitato civico ha convinto l’amministrazione, che voleva affidare il più importante monumento cittadino al Fondo Ambiente Italiano, a tornare sui suoi passi.

A Tivoli sta accadendo un piccolo miracolo. Il Monumento simbolo della Città, la Rocca Pia (fortezza militare quattrocentesca, voluta da Papa Pio II Piccolomini) non verrà affidata al FAI e resterà a gestione pubblica. Questo “piccolo” miracolo è frutto di un anno di dure battaglie da parte del Comitato Cittadino denominato La Rocca Pia è anche Mia. Chi segue da tempo Mi Riconosci ricorderà l’articolo pubblicato sul tema e l’assemblea pubblica organizzata il 25 Novembre 2019 con larga partecipazione della cittadinanza. Oggi scriviamo per raccontarvi cos’è accaduto da allora.

Sembrava impossibile, ma il Comitato è riuscito a bloccare il progetto dell’Amministrazione Comunale riguardante la decisione di affido diretto al FAI, con Delibera di Giunta n° 27 del 20/02/2019. A distanza di un anno il Sindaco ha deciso per la Gestione Diretta del Bene, come ci ha comunicato nell’incontro del 4 Febbraio 2020: stiamo ancora monitorando gli sviluppi, in quanto il nuovo regolamento per la pubblica gestione non è ancora stato deliberato, ma il fatto che il sindaco ripetutamente abbia dichiarato in pubblico “superate” le precedenti delibere non sembra poter concedere passi indietro.

La notizia della Gestione Pubblica è stata accolta dal Comitato e dal territorio con grande soddisfazione. Tuttavia non basta lottare perché Beni Pubblici, restaurati con milioni di euro (pubblici) vengano gestiti direttamente dall’Ente Pubblico, ma occorre impegnarsi per far sì che tutto funzioni.

Il Comitato non ha intenzione di lasciare sola l’Amministrazione. Per questo motivo si è attivato per raccogliere nuove adesioni sensibilizzando i cittadini sul ruolo di ognuno nella partecipazione alla tutela, conservazione e valorizzazione del Patrimonio Culturale. L’impegno collettivo è stato fondamentale per raggiungere il risultato, ma si tratta di un punto di partenza di un percorso lungo e complesso.

Nei documenti ufficiali la Rocca Pia è descritta come Museo e strumento di crescita culturale della comunità, deve quindi operare in sinergia con i siti di interesse storico, architettonico, artistico di Tivoli e del Territorio, in quanto sede dell’istituito Distretto Turistico Tivoli – Subiaco – Palestrina e dell’info point territoriale. La Gestione Diretta del Bene, da parte dell’Amministrazione Comunale, deve essere il punto di partenza di un progetto di sviluppo di un territorio che comprende oltre 50 Comuni coinvolgendo tutti i portatori di interesse e quanti sono attivi nel campo della Cultura, del Turismo e delle Attività Produttive.

L’attenzione del Comitato si rivolge ora all’attuazione del Programma di Valorizzazione della Rocca Pia, documento ufficiale che ha portato il Bene nella proprietà comunale e che detta le linee guida del processo di sviluppo. Solo la partecipazione attiva dei cittadini può portare ad una virtuosa Gestione Pubblica del Bene e allo Sviluppo del territorio, per questo il Comitato sta organizzando una grande Assemblea Pubblica che vedrà protagonista la città e il territorio in un’ottica distrettuale. Partendo dal basso si può arrivare in alto, è infatti difficile intervenire a livello nazionale, ma molto si può fare a livello locale.

L’idea che solo Fondazioni Private, grandi Cooperative e Società possano occuparsi di Cultura è semplicemente sbagliata. Bisogna porre al centro le Comunità che non debbono essere coinvolte solo come serbatoi di “Volontari” a cui attingere per tenere aperti i Siti, i Musei, le Biblioteche ecc., ma come una forza in grado di generare crescita e sviluppo che porti alla creazione di posti di lavoro e a un

miglioramento della qualità della vita. Da Tivoli, dove il FAI gestisce un sito statale dal 2002, abbiamo detto no a questo sistema: ma non può che essere un inizio.

Tutti i dettagli della storia sulla nostra pagina Facebook La Rocca Pia è anche Mia.

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3 Comments

marina pasquali · 18 Febbraio 2020 at 13:35

eccezionale!!!!

CARLO SABBATINI · 18 Febbraio 2020 at 14:59

Credo che tutti i cittadini che hanno preteso che la Rocca rimanesse pubblica abbiano ragione, perché è una proprietà della comunità. Credo anche che il FAI dovrebbe gestire quelle tante opere in tutta Italia che le comunità non riescono a mantenere per tanti motivi. Sarebbe veramente una bello ed importante impegno proprio perché le cose importanti si mantengono da sole le altre scompaiono. Grazie di questa opportunità e non deve essere presa come polemica ma a difesa delle opere minori. Carlo

Paola · 18 Febbraio 2020 at 16:19

Bravi, si mettano fuori dai beni culturali gli artigli rapaci di tutte le cooperative, si cancellino le normative da faida della Melandri Veltroni Franceschini, appropriarsi di tali bene assumere dei poveri disoccupati sottopagati beneficiando della metà dei compensi che dovrebbe andare al volontario che tale non è perché ha orari e un compenso vergogna, in alcuni siti museali il povero cristo deve ogni giorno di turno racimolare scontrino per 20€ chiedendoli in punti di ristoro, bar pizzeria a taglio e consegnarlo per avere come rimborso 400/480€ il governo non ha soldi per i concorsi però ha firmato il nes

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