Il comunicato stampa di Mi Riconosci? sull’avviso pubblico per la selezione del direttore scientifico del Museo Civico della Paglia: un incarico altamente specializzato per 6 mila euro lordi l’anno a regime di partita Iva.

Pochi giorni fa il Comune di Signa ha pubblicato un avviso pubblico per la selezione del direttore scientifico del Museo Civico della Paglia: un incarico altamente specializzato per 6 mila euro lordi l’anno a regime di partita Iva. Lo denuncia l’associazione Mi Riconosci, che dal 2015 denuncia lo sfruttamento e lo svilimento dei professionisti e delle professioniste operanti nel settore culturale.

Aperto nel 1997 e dedicato a Domenico Michelacci, fondatore dell’industria della paglia e del cappello a Signa, il Museo della Paglia ha goduto di un recente e completo rinnovamento, e i nuovi spazi espositivi sono stati inaugurati nei locali dell’ex-caserma di viale Mazzini nemmeno un anno fa, il 10 giugno 2023. Ma se il Comune ha investito molto per la riqualificazione del nuovo Museo (227.000 euro), lo stesso non si può dire per le professionalità che devono operarvi. Dal 2013 la gestione è affidata in comodato gratuito all’Associazione della Paglia e dell’Intreccio. Risale invece allo scorso 12 marzo l’avviso pubblico di selezione “per l’affidamento di un incarico di collaborazione esterna ad alto contenuto di professionalità” ai fini della direzione scientifica del Museo. Al vincitore spetteranno molteplici compiti: dalla co-definizione del  progetto culturale e istituzionale del Museo, al sovrintendere conservazione, ordinamento, studio delle collezioni, attività didattiche ed educative, coordinando gli operatori preposti. Ma ovviamente dovrà anche occuparsi della valorizzazione e comunicazione, di progetti di ricerca e documentazione, di inventariazione e di catalogazione, dei programmi di manutenzione, di conservazione e restauro, dei progetti di mostre. E ancora: dovrà elaborare i documenti programmatici in ordine alla progettazione e al coordinamento delle varie azioni, gestire prestiti e proposte di acquisizione, e tanto altro. Insomma, di fatto al vincitore sarà richiesto di espletare le funzioni di direttore, curatore e registrar insieme.

Ma non è tutto. Assieme alla domanda di ammissione, il candidato dovrà allegare un dettagliato progetto che illustri le modalità con cui intende affrontare i diversi ambiti in carico alla futura direzione: promozione e comunicazione; conservazione, inventariazione e catalogazione; pianificazione. Di fatto per partecipare al bando si richiede l’elaborazione di una linea progettuale articolata sui principali fronti di intervento, a titolo completamente gratuito.

Nessun cenno poi in merito al monte orario, certamente oneroso viste le mansioni, da espletare in presenza laddove richiesto, senza rimborsi per gli spostamenti.

“Dal bando è evidente che la persona ricercata è quella di un professionista debitamente formato (“almeno un corso di perfezionamento, dottorato di ricerca, master”) e con esperienza pregressa nel settore (preferibilmente dirigenziale)” ci spiega Alice Chiostrini, storica dell’arte e attivista di Mi Riconosci “ma a tali richieste non corrisponde minimamente il compenso pari all’imbarazzante cifra di 6.000 euro lordi l’anno, in regime di partita iva. Per l’ennesima volta ci troviamo davanti a un grave caso di svalutazione della professione culturale, a fronte di anni di studio e un’altissima specializzazione.”

Solo pochi mesi fa la Fondazione Marino Marini di Pistoia aveva pubblicato un bando altrettanto vergognoso, poi corretto a fronte delle tante denunce. L’associazione si augura che il Comune di Signa abbia la stessa decenza, ritirando e correggendo il bando.


0 Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *